Agriturismo Il Gallo
Capita, a volte, che ci si appresti a vivere situazioni di cui si pregusta la piacevolezza...
Da tempo ci eravamo ripromessi di fare una certa tappa nel nostro peregrinare. E il momento è arrivato.
Ci portiamo a Rovereto e da lì ci apprestiamo a raggiungere la frazione di Isera. Via via che l'auto sale ci si apre uno scenariosorprendente sull'intera Vallagarina. Sembra il paesaggio di un enorme presepe costellato da una miriade di luci colorate, che si intravvedono nitide grazie alla serata limpida.
“Benvenuti in Paradiso” pare essere il motto con cui ci accoglie l'agriturismo il Gallo, nella sua posizione esclusiva.
Barbara, la padrona di casa, ci viene incontro con calore. Sobria e bellissima.
Da donna non posso fare a meno di osservarla. Tubino nero semplice e una scarpa me-ra-vi-glio-sa!...il particolare che fa la differenza. Messaggio recepito. Alzo lo sguardo come per cercare conferma nell'ambiente che ci ospita.
La struttura è nuova, di recente costruzione. Siamo in una grande sala con le travi in legno, arredata come per contrasto con mobilio e oggetti di una volta. L'impressione è che ogni pezzo sia stato accuratamente scelto e posizionato, con gusto. Persino il piccolo ramoscello di bacche rosse strappato dal cespuglio del giardino e posto sul tovagliolo conferisce all'apparecchiata, volutamente minimalista, un certo che.
“Non ho fatto in tempo a passare dalla fiorista”...dice candidamente Barbara. Di fatto la valorizzazione di ciò che la sua terra le può offrire sia in natura che attraverso una coltivazione rigorosamente biologica rappresenta la scelta che lei e il marito Marzio hanno fatto già da diversi anni. In particolare sono Marzio e il figlio a occuparsene.
Al momento di accomodarci ci vengon proposte due soluzioni: il tavolo alto con gli sgabelli a ridosso dell'enorme finestrone panoramico sulla vallata, il quadro più suggestivo fra quelli disposti alle pareti della sala, oppure un tradizionale tavolo più addentro alla sala.
Scegliamo il secondo, intendendo concentrarci nell'assaporare le pietanze e interloquire con i padroni di casa che si avvicenderanno nel servircele.
Un occhio al menù, che per la speciale serata è fisso, e la sorpresa di trovarlo particolarmente ricco e allettante. Non solo. Già all'arrivo delle prime portate rileviamo una particolare cura nella presentazione dei piatti, piacevoli all'occhio. Inusuale anche questo. Da un agriturismo ti aspetti cose genuine servite alla buona.
Via via che ci avventuriamo dagli antipasti (non si può non citare il gateau con verdure e formaggi, il tonno di coniglio misticanza e la quenelle di ricotta alle noci) ai primi (deliziosi il tortino di riso e spinaci con fonduta di taleggio e la vellutata di lenticchie con cotechino croccante) ai secondi (meritevole il filettino di maiale stracotto all'uvaggio bordolese con carote allo zenzero) troviamo un denominatore comune: tutti i piatti risultano particolarmente
delicati, leggeri e buoni.
Barbara ci spiega come la loro cucina, che risente dell'influsso della tradizione culinaria della Vallagarina ma anche di quella dell'alto Garda, ha l'intento di non sovrapporre sapori ma farli risaltare in maniera nitida, nella loro purezza. “Potete star tranquilli che non avrete problemi di digestione. La nostra cucina è leggera e ben digeribile”,.
Una nota di particolare merito la riserviamo ai dolci e a Francesca, la stupenda creatura, nonché figlia di Barbara e Marzio che, con tanta passione e serietà, si ostina a voler stare dietro le quinte, solo in cucina. E' difficilissimo che esca in sala.
La torta al cioccolato con granella di nocciole, che ha presentato quella sera, è stata una vera apoteosi. E non da meno si sono rivelati la mousse di yogurt e mascapone con pera cotogna al forno e la crema fredda al caffè.Non riuscendo ad astenermi dall'andare a complimentarmi con lei ho fatto irruzione in cucina e guardandola le ho detto “i dolci erano fantastici! E' tua la colpa?!!”. Francesca mi ha guardato divertita ed è scoppiata in una risata. Ha accettato di buon grado il complimento!
Nel calore di una "casa" con cui abbiam ben presto preso confidenza, ci siam mossi con libertà e naturalezza portandoci alla mezzanotte al finestrone, dove il già magnifico paesaggio è apparso costellato di sequenze di fuochi d'artificio che comparivano qua e là, nei vari centri della vallata, in contemporanea o in sequenza, come ad animare e vitalizzare e quindi rendere vero e reale uno scenario che sembrava finto, tanto era mozzafiato.
Capita a volte, dicevo prima, che ci si appresti a vivere situazioni di cui si pregusta la piacevolezza e solo dopo, aggiungo ora, rielaborando ciò che si è vissuto, ci si accorga che in realtà ci è stato dato di assaporare un
vero e proprio privilegio.
E in questo caso grazie a una donna che si inebria al profumo della lavanda (“io sono malata di lavanda” ci dice nel mentre ce ne regala un sacchetto da lei confezionato), a un uomo che sa trarre dalla terra
i frutti migliori e al contempo cucina meravigliosi secondi piatti e ai due figli, lodevoli e coraggiosi ma soprattutto già talentuosi, ognuno nel suo. Tutti quanti loro portatori di qualcosa di speciale.
Da tempo ci eravamo ripromessi di fare una certa tappa nel nostro peregrinare. E il momento è arrivato.
Ci portiamo a Rovereto e da lì ci apprestiamo a raggiungere la frazione di Isera. Via via che l'auto sale ci si apre uno scenariosorprendente sull'intera Vallagarina. Sembra il paesaggio di un enorme presepe costellato da una miriade di luci colorate, che si intravvedono nitide grazie alla serata limpida.
“Benvenuti in Paradiso” pare essere il motto con cui ci accoglie l'agriturismo il Gallo, nella sua posizione esclusiva.
Barbara, la padrona di casa, ci viene incontro con calore. Sobria e bellissima.
Da donna non posso fare a meno di osservarla. Tubino nero semplice e una scarpa me-ra-vi-glio-sa!...il particolare che fa la differenza. Messaggio recepito. Alzo lo sguardo come per cercare conferma nell'ambiente che ci ospita.
La struttura è nuova, di recente costruzione. Siamo in una grande sala con le travi in legno, arredata come per contrasto con mobilio e oggetti di una volta. L'impressione è che ogni pezzo sia stato accuratamente scelto e posizionato, con gusto. Persino il piccolo ramoscello di bacche rosse strappato dal cespuglio del giardino e posto sul tovagliolo conferisce all'apparecchiata, volutamente minimalista, un certo che.
“Non ho fatto in tempo a passare dalla fiorista”...dice candidamente Barbara. Di fatto la valorizzazione di ciò che la sua terra le può offrire sia in natura che attraverso una coltivazione rigorosamente biologica rappresenta la scelta che lei e il marito Marzio hanno fatto già da diversi anni. In particolare sono Marzio e il figlio a occuparsene.
Al momento di accomodarci ci vengon proposte due soluzioni: il tavolo alto con gli sgabelli a ridosso dell'enorme finestrone panoramico sulla vallata, il quadro più suggestivo fra quelli disposti alle pareti della sala, oppure un tradizionale tavolo più addentro alla sala.
Scegliamo il secondo, intendendo concentrarci nell'assaporare le pietanze e interloquire con i padroni di casa che si avvicenderanno nel servircele.
Un occhio al menù, che per la speciale serata è fisso, e la sorpresa di trovarlo particolarmente ricco e allettante. Non solo. Già all'arrivo delle prime portate rileviamo una particolare cura nella presentazione dei piatti, piacevoli all'occhio. Inusuale anche questo. Da un agriturismo ti aspetti cose genuine servite alla buona.
Via via che ci avventuriamo dagli antipasti (non si può non citare il gateau con verdure e formaggi, il tonno di coniglio misticanza e la quenelle di ricotta alle noci) ai primi (deliziosi il tortino di riso e spinaci con fonduta di taleggio e la vellutata di lenticchie con cotechino croccante) ai secondi (meritevole il filettino di maiale stracotto all'uvaggio bordolese con carote allo zenzero) troviamo un denominatore comune: tutti i piatti risultano particolarmente
delicati, leggeri e buoni.
Barbara ci spiega come la loro cucina, che risente dell'influsso della tradizione culinaria della Vallagarina ma anche di quella dell'alto Garda, ha l'intento di non sovrapporre sapori ma farli risaltare in maniera nitida, nella loro purezza. “Potete star tranquilli che non avrete problemi di digestione. La nostra cucina è leggera e ben digeribile”,.
Una nota di particolare merito la riserviamo ai dolci e a Francesca, la stupenda creatura, nonché figlia di Barbara e Marzio che, con tanta passione e serietà, si ostina a voler stare dietro le quinte, solo in cucina. E' difficilissimo che esca in sala.
La torta al cioccolato con granella di nocciole, che ha presentato quella sera, è stata una vera apoteosi. E non da meno si sono rivelati la mousse di yogurt e mascapone con pera cotogna al forno e la crema fredda al caffè.Non riuscendo ad astenermi dall'andare a complimentarmi con lei ho fatto irruzione in cucina e guardandola le ho detto “i dolci erano fantastici! E' tua la colpa?!!”. Francesca mi ha guardato divertita ed è scoppiata in una risata. Ha accettato di buon grado il complimento!
Nel calore di una "casa" con cui abbiam ben presto preso confidenza, ci siam mossi con libertà e naturalezza portandoci alla mezzanotte al finestrone, dove il già magnifico paesaggio è apparso costellato di sequenze di fuochi d'artificio che comparivano qua e là, nei vari centri della vallata, in contemporanea o in sequenza, come ad animare e vitalizzare e quindi rendere vero e reale uno scenario che sembrava finto, tanto era mozzafiato.
Capita a volte, dicevo prima, che ci si appresti a vivere situazioni di cui si pregusta la piacevolezza e solo dopo, aggiungo ora, rielaborando ciò che si è vissuto, ci si accorga che in realtà ci è stato dato di assaporare un
vero e proprio privilegio.
E in questo caso grazie a una donna che si inebria al profumo della lavanda (“io sono malata di lavanda” ci dice nel mentre ce ne regala un sacchetto da lei confezionato), a un uomo che sa trarre dalla terra
i frutti migliori e al contempo cucina meravigliosi secondi piatti e ai due figli, lodevoli e coraggiosi ma soprattutto già talentuosi, ognuno nel suo. Tutti quanti loro portatori di qualcosa di speciale.


