Culatello curioso

Nel passato il nome Culatello suscitava parecchi imbarazzi (il nome certamente non è dei più fini) ottenuto salando solo una parte della coscia del maiale, la natica appunto. I norcini parmensi avevano i loro segreti, e per esempio guardavano il lato sul quale si appoggiavano i maiali per dormire (sempre dallo stesso lato) ,così sceglievano la coscia più morbida, quindi quella dove i maiali non si appoggiavano per dormire.
Da Villa Sant’Agata anche Giuseppe Verdi inviava agli amici, anche all’estero, i pregiati Culatelli della zona.
Quì di seguito una lettera scritta da Gabriele D’Annunzio a Renato Brozzi del 30 giugno 1891: Carissimo ti farò sorridere. Io sono cupidissimo amatore del parmense Culatello( con una t o con due?). Esausto dalla malinconia operosa, dianzi sentivo i morsi della fame; e anche mi sentivo la struttura delle costole travagliata come il più fiero dei tuoi pezzi d’argento, e pativo nella bocca dello stomaco il rostro d’una delle aquile vendicatrici! Mentre gridavo non senza ferocia: (Subito, subito tre fette di Culatello!), la donna appariva con i tuoi pacchi preziosi. Il più grande aveva la forma conica della compatta cosa di fibra rossa e salata. O fratello, l’allucinazione della fame m’ha strappato un grido di riconoscenza e di felicità: Brozzi! Un Culatello! E come ci hai pensato?


