I porcini di Borgotaro

funghi porcini

Un altro vanto del quale il territorio parmense può fregiarsi è senza dubbio il fungo porcino di Borgotaro. Una ricchezza per la comunità montana ed una prelibatezza per i gourmet più esigenti. Le particolari condizioni climatiche ed ambientali favoriscono la crescita del fungo porcino internazionalmente riconosciuto come unico per sapore ed intensità di aroma, tanto da ottenere il marchio I.G.P. Il Fungo di Borgotaro nasce naturalmente nei boschi delle alte valli del Taro e del Magra, ed è diviso in quattro specie di Boletus tipiche del territorio, chiamate rosso, moro, magnàn e fungo del freddo. Tutte le varietà che rappresentano il prodotto a Indicazione Geografica protetta sono caratterizzate da odore pulito, non piccante e senza inflessioni di fieno, liquirizia, legno fresco: in questo modo viene evidenziato il gusto e il profumo di bosco e terra umida.

I.G.P.: è un riconoscimento europeo ed è stato ottenuto, primo in Italia, con Decreto Ministeriale del 2 Dicembre 1993, confermando la valorizzazione di un prodotto dei nostri boschi che ogni anno è ricercato da decine di migliaia di appassionati. Oltre all’indotto economico locale sorto intorno alla lavorazione e conservazione dei funghi porcini, vi è un mercato locale del prodotto fresco assorbito perlopiù dai ristoranti e trattorie del parmense, che durante la stagione di raccolta, propongono nei menu diverse portate di funghi porcini cucinati secondo tradizione. Non mancano fiere e manifestazioni dedicate al Re dei funghi che contano visitatori da tutta Italia e anche dall’estero.

Esistono in commercio funghi porcini provenienti da aree geografiche diverse, da non confondere con quelli di Borgotaro unici per profumo e persistenza al palato. Attenzione per la vostra salute soprattutto da quelli provenienti dai paesi dell’est per la massiccia presenza di metalli pesanti.